Home Primo piano L’auto trasformata nella boutique delle cravatte. Ecco la storia di Giovanni, vittima della crisi

L’auto trasformata nella boutique delle cravatte. Ecco la storia di Giovanni, vittima della crisi

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Di Arnaldo Capezzuto

Giovanni Aprea, 63 anni, ha cominciato a lavorare nel settore dell’abbigliamento già da quando aveva 12 anni. E’ stato addetto alle vendite per oltre 35 anni, in un importante negozio al corso Garibaldi a Napoli. Poi ha perso tutto ed è finito in strada.

Ora vende le sue cravatte a bordo della propria utilitaria in sosta al corso Meridionale. Tutto comincia quando nel 2001 è deceduto il titolare dello storico negozio.

Con la liquidazione maturata negli anni, Giovanni Aprea decide di aprirsi un punto vendita.

“Mi sono messo in gioco per cercare di andare avanti – spiega – il negozio andava benino, davvero non mi potevo lamentare. Riuscivo a sopperire e pagare i fornitori, insomma la normalità”.

“Nel 2007 le cose cominciano ad andare male. La crisi si fa sentire. E’ stato come un terremoto – sottolinea Aprea – a cascata, infatti, molte attività economiche vengono spazzate letteralmente via”.

“Gli affari cominciano sensibilmente a diminuire a fine mese la cassa era sempre più povera. Una situazione molto difficile che si è trascinata fino al 2012 – aggiunge – Nonostante tutto ho stretto i denti e resistito fino a gennaio 2017 quando con grande sofferenza mia e della mia famiglia ho deciso di abbassare definitivamente la saracinesca del mio amato negozio”.

“A volte quando i soldi ti mancano ed hai delle spese vive, creditori alle porte, puoi cadere in brutte mani – sussurra ancora Aprea – e per evitare di percorrere una strada dove chiedevo soldi a chiunque per far fronte alla crisi, ho deciso di mollare”.

“Sono troppo vecchio per trovare un nuovo posto di lavoro – confessa – ho solo una piccola pensione d’invalidità e vivo in fitto”.

“Difendo la mia dignità di capofamiglia e cerco di racimolare quei pochi euro al giorno vendendo le mie cravatte – conclude Giovanni Aprea – la mia auto è diventata il mio piccolo negozio d’abbigliamento. Spero davvero che le cose possa cambiare in meglio”.

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